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domenica 20 giugno 2010

Nozze reali 2.0

Avrei volentieri evitato di aggiungere alla blogsfera l’ennesimo post sulle nozze della principessa Victoria ma il sito ufficiale della manifestazione Love 2010 mi ha fatto cambiare idea.

In particolare mi riferisco a questa pagina ed al simpatico giochino che si trova in fondo alla pagina e che riporto a fine post.

La tecnologia usata è una fresca nata dal Microsoft Lab e permette l’uso della ricostruzione in 3D di scene complesse semplicemente mettendo insieme diverse foto, anche con angoli diversi, dello stesso soggetto.

Il nome “commerciale” è Photosynth e possiamo definirlo l’ultimo nato della famiglia “web 2.0”. Infatti dopo i wiki, i forum, i blog ed i microblog, ora sarà possibile contribuire attivamente anche alla realizzazione di foto collettive. Da un punto prettamente informatico, la tecnologia è interessante non solo perché riesce a disporre in uno spazio 3D tutte le foto ma perché riesce a rimuovere il “rumore” delle foto aggiunte semplicemente capendo che, per esempio, un bambino che corre davanti il portone della basilica di San Marco a Venezia non fa parte della foto perché altre 10 foto non prevedono quel bambino. Il tutto senza applicare un filtro “black list” (che eliminerebbe “tutti” i bambini da ogni paesaggio) ma creando correlazioni tra le foto aggiunte.

Perché tutto ciò mi ha portato a scrivere un post? perché trovo molto bello vedere che tecnologie che ogni giorno ci impegniamo a sviluppare diventino man mano strumenti per la vita di tutti i giorni e che trovo sia un po’ il giuramento di Ippocrate per noi dell’IT.

domenica 20 dicembre 2009

Falsa partenza

Immaginatevi la scena: dopo una nottata passata a cercare di combattere il sonno, riuscite finalmente ad entrare sull’aereo che vi porta in vacanza. Riuscite finalmente a sedervi ed a lasciarvi andare tra le braccia di Morfeo sicuri che, a quel punto, il grosso è fatto.

Ad un certo punto il risveglio, quasi scocciati dall’interruzione al vostro meritato sonno, guardate fuori dalla finestra e vi rendete conto che non state volando.

Quasi meravigliati, vi chiedete se siete effettivamente arrivati a destinazione e, con vostro grande disappunto scoprite che non siete neanche decollati. Ed il vostro già grande disappunto non può che aumentare quando scoprite che l’ora prevista per il decollo è già trascorsa da un bel po’. Magari è colpa della neve che scende incessante, penserete voi…

Ecco queste sono le premesse di una giornata di merda. Tutto perché, un “aereoporto” svedese (il virgolettato è d’obbligo quando si parla Skavsta, per gli italiani Scaccsta) è stata presa di sorpresa dalla rottura della macchina usata per spargere l’antigelo sulle ali degli aerei. L’antigelo a Dicembre? In Svezia? Ma te guarda…

Ovviamente si è avuta la riprova che tutto il mondo è paese e guarda caso la professionalità svedese è stata messa a dura prova dalla combo letale “domenica a tre giorni dal Natale” cui si sarà aggiunta inevitabilmente la “fika delle 11” (e poi i politici italiani parlano degli svedesi come gente che pranza al posto di lavoro…).

Fatto sta che, anche grazie alle “security policy” siamo rimasti chiusi nell’aereo dalle 6.45 alle 13.15, orario in cui il volo è stato effettivamente cancellato per ordine del QG di RyanAir da qualche parte in Irlanda.

Double Facepalm - for when one facepalm doesn't cut it

A questo punto si finisce nel tragicomico. Anzi no, solo tragico.

Tragico perché, in barba alla anche più banale regola di sicurezza, l’aeroporto esplodeva di persone tra quelle che si erano accumulate nella mattina, quelle che arrivavano ignare a prendere il loro volo e quelle che inevitabilmente atterravano.

A questo punto FailAir non ha smentito sé stessa ed ha scelto di gestire la cosa nel modo peggiore. Anziché gestire il singolo volo come, toh guarda, un volo, quei pazzi irlandesi assetati di soldi (ma non erano gli scozzesi?) hanno preferito far si che ognuno dei poveri profughi si prenotasse attraverso il sito un posto nei voli dei giorni successivi dando vita ad un aumento dei prezzi non indifferente. Come se ci fossero posti liberi per ospitare un intero aeromobile, tra l’altro.

Nel mio caso specifico, il volo per Ciampino di lunedì era già pieno e quello per mercoledì 23 era già quasi pieno. Di fatto saremmo dovuti quasi slittare tutti a venerdì 25. Considerando che sarei dovuto risalire la stessa domenica, mi ero già preparato psicologicamente a passare il Natale a Stoccolma. Non che la cosa mi facesse impazzire, sebbene, in caso di non partenza, fossi stato invitato al pranzo del giorno di Natale da una famiglia italo-svedese coinvolta in questo epic-fail.

Per fortuna l’Angelo del Focolare è venuto telematicamente in mio soccorso trovandomi un volo per domani. Un giorno di ferie sputtanato, ma amen.

Non posso che accompagnare questo post con un’immagine che circola su internet. (clicca per ingrandire)

Mosaico di Facepalm

lunedì 14 dicembre 2009

Bloggo ergo vivo 2/2

Il giorno dopo, un po’ sfatto dalla serata prima, mi dedico alla pulizia della casa con straordinaria lentezza: praticamente faccio solo i piatti e riassetto il soggiorno.

Finalmente, nonostante un tentato sabotaggio da parte della pizzeria che avevo scelto, ho occasione di festeggiare il compleanno con i miei amici italiani. Alla fine la scelta cade sull’ottimo “La Ciociara”, dove c’è la migliore pizza con mozzarella di bufala: ottimo posto per cercare di stemperare la nostalgia delle papille gustative.

Tavolata al "La Ciociara" di Stoccolma

Dopo cena, quasi fossi un bambino capriccioso, ho trascinato alcuni di loro a ballare al Patricia’s dove, nonostante una reputazione non ottima, ho trovato il miglior dj di tutta Stoccolma: roba da non riuscire a staccarsi dalla pista da ballo neanche per il tempo di un drink. Al Patricia si sono unite anche Anne ed Annika, le due ragazze con cui avevo fatto quel bel barbecue ad agosto. Nonostante le due ragazze fossero alquanto alticce, la serata è passata abbastanza tranquilla e verso le 4.30 ero già a letto a dormire.

Peccato che la sveglia avrebbe suonato da lì a poco, alle 9.00 per la precisione. Infatti l’ultima tappa di questo week-end senza fine era il tanto temuto julbord (una specie di cenone della Vigilia, ma composto da un numero infinito di minuscole portate). Il pranzo è stato veramente ottimo e non finirò mai di fare i complimenti a Mauro, Davide e Giusi per l’organizzazione.

Ovviamente, nonostante sia tornato a casa alle 17.00, anche se con 4 ore di sonno alle spalle, un’abbuffata epica nello stomaco ed una bevuta altrettanto epica nel fegato, mi sono buttato nel letto ed ho chiuso il capitolo “week-end” con qualche ora di anticipo.

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domenica 13 dicembre 2009

Bloggo ergo vivo 1/2

Non me ne voglia il buon René Descartes, al secolo Cartesio, ma la storpiatura è d’obbligo visto il week-end lungo appena passato.

Essì, perché, anche causa compleanno che cadeva di giovedì, è da giovedì che dormo poco e bevo molto.

Infatti giovedì, dopo il lavoro, sono andato a prendere un paio di birre con una collega/amica. Il problema è, che essendo lei svedese, paio vuol dire un numero che ricade in un intorno di 5 pinte. Il tutto è stato coadiuvato dalla banda che si esibiva live al Dubliner's di Hötorget. Anche se non erano bravi quanto quelli del mercoledì precedente, sono stati capaci di portare un po' di gente in pista. Fatto sta che alla fine sono tornato a casa alle 2 passate, e la sveglia il giorno dopo suonava alle 6.30.

Dopo le classiche 8 ore di lavoro, siamo andati al vicino Tudor Arms, dove abbiamo bevuto un paio di birre offerte dall’azienda. La tappa successiva è stato il Va Piano di Stureplan dove, finalmente, abbiamo avuto il premio per gli obiettivi raggiunti durante il mese di novembre. In effetti tutta la serata era stata organizzata come premio ed infatti tutte le spese sono state a carico dell’azienda. Dopo la cena in ristorante, dove un collega mi ha offerto un birthday-cocktail, siamo andati in giro per vari baretti e non è potuto mancare l’ovvio giretto in taxi, nonostante la T-Bana funzionasse tranquillamente.

Tra una cosa e l’altra alla fine ci siamo trovati a casa mia dove abbiamo ucciso qualche bottiglia di Aglianico. E tra vino e sfide a Street Fighter IV sulla XBox, la serata è finita verso le 3.40, per la gioia dei vicini.

Ecco una foto del giorno dopo!

I resti della sera prima

sabato 5 dicembre 2009

No B-Day a Stoccolma

Il 5 dicembre è stata una data importante in Italia, almeno per una parte dell’elettorato. E’ inutile che io vi dica cos’è il No Berlusconi Day quindi dirò solo una cosa: è bellissimo vedere le foto da tutto il mondo di persone che si sono riunite per dimostrare il loro dissenso nei confronti di un politico italiano e di ciò che egli rappresenta.

Non voglio scendere nei dettagli politici della questione, e spero che anche i commentatori riescano a tenere questa linea di condotta; se faccio questo post è proprio per puntare il dito sul carattere internazionale di questa manifestazione, cosa che mi ha davvero colpito.

Qui potete trovare gli album delle foto raccolte dal quotidiano La Repubblica.

Anche qui a Stoccolma, grazie all’interesse di alcuni Italiani, siamo riusciti ad organizzare, nel nostro piccolo, una dimostrazione affiliata alla sfilata romana. Certo nulla di paragonabile ai numeri di Sidney o Londra, ma anche se eravamo solo 30, è stato stupendo intonare in una Nybroplan immersa nel buio della notte stoccolmese l’Inno Nazionale e canti come Bella Ciao. Oltre alla lettura dei tanti processi a carico e delle tante leggi ad-personam fatte nel corso di questi 15 anni di berlusconesimo.

Ecco il video postato su Youtube.

mercoledì 25 novembre 2009

Novembre stoccolmese

Credo che Novembre sia il mese più brutto dell'anno stoccolmese. Gli alberi alla fine si sono arresi e le strade non sono più quell'esplosione di colori cime era in ottobre. Si è entrati nel winter time (no way che io possa ricordarmi quale sia l'ora legale e quale sia l'ora solare) e quindi le giornate sono davvero buie perché il sole tramonta presto.

Ma soprattutto è lungo.

Dicembre scorre veloce, vuoi perché è avvento, e Stoccolma è incantevole a natale, vuoi che si contano i giorni che ci separano da questo o quello julbord, e perché no, dall'aereo che ci riporterà per qualche giorno dai nostri cari... Fatto sta che dicembre passa: novembre no.

E non è un caso che a novembre mio padre sia venuto per qualche giorno e che, sempre a novembre, me ne fuggirò per qualche ora in quel di Dublino.

Si definitivamente odio novembre.

Aggiungo qualche scatto preso per testimoniare l’esplosione di colori dell’autunno Stoccolmese.

Esplosione di colori ad Abrahamsbergs - 1 Esplosione di colori ad Abrahamsbergs - 2
Colori autunnali dalla stazione della metro - 2 Colori autunnali dalla stazione della metro - 1

Foglie lungo la strada per andare a lavoro

martedì 13 ottobre 2009

Due sotto un tetto

Anche se mi sono trasferito da poco, proprio come un gas mi sono adattato subito al nuovo “contenitore”.

Il problema è quando nel contenitore viene messo un altro gas, altamente espansivo come solo una mamma può essere.

Devo ammetterlo, da un lato era bello tornare a casa e trovare qualcuno che ti coccolasse e ti facesse trovare la cena pronta; dall’altro, ho passato interi minuti a resistere alla tentazione di usare quel bellissimo coltello per il pane preso da Ikea “alla Novi Ligure”.

A proposito di Ikea, siamo tornati lì, per la 5 volta in 4 week-end, ed ho visto mia madre comprare cose di cui non sapevo neanche l’esistenza o l’importanza. Ed anche il doppio delle tende, a dire il vero. ;)

PS: oggi si è finalmente saputo la data di laurea di mia sorella. E approfittando del fatto che il capo era a Londra, con un colpo di mano mi sono preso 3 giorni di ferie e 3 ore di permesso. Si parte venerdì 16!

lunedì 7 settembre 2009

Chiamarsela

Uno si prende un giorno di malattia per poter fare con comodo dei servizi in banca, sempre in ottica casa, ed il giorno dopo si sveglia influenzato.

No, non grugnisco ancora, quindi state tranquilli! ;)

Gita ad Helsinki

Questo week-end, insieme al mitico Fornolese ed a due suoi amici, sono andato a fare un giro di un paio di orette ad Helsinki. Ovviamente, come sempre in questi casi, la destinazione è più una scusa che altro. In realtà poteva essere Frascati o qualche altro paesino sperduto, sarebbe cambiato poco. L’importante era imbarcarsi sulla MS Gabriella, una bellissima nave da crociera che batte la rotta Stoccolma – Mariehamn – Helsinki, che in Italia è famosa anche come Trombonave o, in inglese, Love Boat.

La Cindarella, una delle Trombonavi

A prescindere dall’esito prettamente “godereccio” della cosa, le serate sono sempre molto divertenti. Questa volta ci si è messo pure il meteo a rendere il tutto particolarmente divertente. Infatti la nave ha passato una zona di mare agitato (e credo neanche poco visto che le onde le sentivamo tutte) proprio mentre la discoteca era in funzione. Il risultato è un ballo di massa influenzato non poco  dal rollio della nave. La cosa più bella è stato vedere il DJ che, insolitamente da queste parti, era uno capace e che non ha mai sbagliato un passaggio da una canzone all’altra tenendo sempre il ritmo molto sostenuto.

I compagni di viaggio

Se la prima serata era stata divertente per il ballare in sé, c’è da dire che la seconda serata è stata divertente per le “numerose” interazioni con l’altra metà del cielo.

Infatti, per una piacevole coincidenza mi sono trovato a passare un paio di felici ore con una deliziosa finlandesina. Trascenderò i dettagli, ma dico solo che l’ora che abbiamo passato in pista sono state molto divertenti e non solo. L’unico rimpianto è di non aver fatto alcuna foto con lei.

La chiesa di Helsinki

Alla fine resterà solo un nome associato ad un caschetto rosso fuoco che contornava due bellissimi occhi verdi/blu. Ma dopotutto il concetto di Trombonave è proprio questo: una notte e via.

giovedì 13 agosto 2009

Paradosso temporale

Mai capitato di svegliarvi la mattina con la netta sensazione di essere in netto ritardo? Sensazione talmente netta che non avete neanche bisogno di guardare l’orologio?

Se sì, potete capire il mio stato d’animo questa mattina al mio risveglio. Sarà l’ora piccola fatta la notte prima, sarà che ho settato il cellulare ogni mezz’ora, ma, quando ho aperto gli occhi, ho letto solo i minuti dell’orologio e, realizzato di essere in ritardo, sono schizzato giù dal letto.

Nuvole su Stoccolma

Il tempo di una rapida doccia dei migliori tempi Nunziatelleschi, che sono pronto per uscire e recarmi alla stazione della metro.

Finalmente, dopo una camminata a passo svelto nell’ultimo tratto interrotta solo da una rapida colazione, riesco a mettere piede in ufficio con l’orologio che segna le x:40. “Cacchio, altri 10 minuti di ritardo, pure riesco a far incazzare il boss una volta di queste” penso.

Ma, una volta messo piede in ufficio, mi accoglie uno strano silenzio e, girando per le varie stanze mi accorgo che in ufficio non c’è nessuno. Con il senno di poi mi sarei dovuto insospettire già in quel momento ma, dato che avevamo in programma la presentazione degli obiettivi dell’anno, ho pensato che tutti erano a questa riunione.

Finalmente mi decido a chiamare un collega che, alla fine, capisce il problema e mi dice di guardare l’orologio. Erano le 7.46, 15 minuti prima dell’apertura dell’ufficio, ed almeno 45 prima del mio orario di ingresso.

Messa l’anima in pace, mi faccio una risata e mi metto al mio posto a lavorare.

martedì 11 agosto 2009

Scusate il ritardo

Era da un po’ che non scrivevo sul blog, un po’ perché durante le vacanze estive a tutto ho pensato tranne che a scrivere sul blog. Ed onestamente un po’ me ne dispiaccio perché proprio in quei giorni è caduto l’anniversario del mio arrivo in Svezia e sarebbe stato carino scrivere due righe di celebrazione. Amen.

Senza scendere nei dettagli, le mie ferie, come quelle di tutti credo, sono volate tra qualche giorno speso a Napoli, una settimana passata in quel di Capri tra una scottatura ed un bagno ed un fine settimana a Roma per un matrimonio.

Veduta dei Faraglioni di Capri

A Capri ho avuto modo di portarmi avanti con lo studio per la certificazione e posso dire di essere pronto per il primo esame. Per il secondo manca molto poco anche se, al ritorno in ufficio, ho scoperto che in realtà solo un esame era incluso nel pacchetto che è stato comprato. Per fortuna il capo mi ha detto che posso fare gli altri esami a spese della società.

Alia ha trovato un ottimo utilizzo per il mio libro

Naturalmente mi sono dato anche alla “bella vita”, tra shopping ed uscite serale ho fatto in modo di far circolare parte dello stipendio di Luglio nell’economia italiana. Al punto da arrivare a prendere un taxi a Capri.

Chiattilli su un taxi caprese

Ed infine eccomi in tenuta “elegante” con la mia sorellina in occasione del matrimonio romano. Purtroppo la foto è un po’ sgranata.

Notate il vestito magenta, altrimenti mi si offende la sorella! :P

giovedì 9 luglio 2009

Casi della vita

Incontrare qui a Stoccolma un compagno di gioco e di forum (quello di TGM Online), mai incontrato dal vivo prima, suscita sempre un momento di ilarità. Peccato siano venuti nella settimana precedente le mie ferie e che, per questo motivo, sono stato piuttosto impegnato e non ho potuto fare l’allegro quasi-turista con lui… Ma ad occhio direi che Stoccolma (e le stoccolmesi) abbiano fatto colpo sul mio amico.

E ora torno a fare la valigia!

venerdì 26 giugno 2009

5-kamp

Alcune delle cose che indubbiamente mi piacciono di più del lavorare in questa società sono le attività extra che vengono organizzate mensilmente anche per amalgamare il gruppo. Personalmente non ho conoscenza diretta di altre realtà lavorative svedesi ma, da quello che mi dicono, è così un po’ ovunque.

Ad esempio, questa settimana abbiamo avuto la nostra festa estiva e, per questa occasione, abbiamo organizzato il 5-kamp, che altro non é che una specie di pentathlon fatto con giochi strani.

Onestamente non so se è una tradizione svedese o limitata alla capitale, fatto sta che giovedì abbiamo fatto la festa estiva e dopo la cena in un bel ristorante sull’isola di Djurgården, siamo andati a Gröna Lund per il nostro 5-kamp.

Una volta giunti al luna park cittadino, dopo essere stati divisi in squadre da 5 o 6 persone, abbiamo iniziato a fare i vari giochi, tutti molto carini, che ci erano stati assegnati. Una volta finiti i giochi della competizione, abbiamo potuto spendere due biglietti gratuiti per le attrazioni del luna park.

Personalmente non ho avuto il coraggio di provare l’Insane, l’ultimissima attrazione del parco, ma in compenso ho fatto un giro sulle vecchie montagne russe. Bellissime.

Che dire? Esperienza divertente conclusa con una grande bevuta in un bel baretto nei pressi dell’ufficio. Alla fine siamo stati fino a tardi ed i boss ci hanno dato il permesso di entrare in ufficio un’ora dopo.

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Ovviamente stamattina eravamo tutti l’ombra di noi stessi.

sabato 20 giugno 2009

Giornata azzurra ad Helsingborg

Grazie alla felice coincidenza con il fine settimana di Midsommar, giovedì sera, dopo aver assistito alla fortunosa vittoria dell’Egitto contro la Nazionale maggiore, mi sono diretto al terminal dei pullman dove ho preso il pullman che, insieme ad altri due temerari compagni di viaggio, mi ha portato nella lontana cittadina di Helsingborg attraverso la Svezia.

Il percorso della linea 832 della Swedbus Express

Il viaggio di andata è stato una tragedia perché il pullman era scomodo e non c’era abbastanza spazio neanche per stendere le gambe.

Dopo sette interminabili ore, siamo finalmente arrivati a destinazione ma, un po’ per l’orario, un po’ perché il weekend di Midsommar è tradizionalmente associato a gite, la città sembrava particolarmente vuota e deserta.

Per fortuna, nonostante le previsioni metereologiche prevedessero fulmini e saette, il cielo era limpido se non fosse per qualche nuvola di passaggio. Dopotutto, erano le 6.00 ed avevamo davanti a noi ben dieci ore da riempire in qualche modo. Ore che avevamo deciso di spendere girando per la città.

Il municipio in stile gotico Veduta di Stortorget dalla porta della vecchia fortezza

Nel nostro lunghissimo peregrinare troviamo una zona allestita per l’accoglienza dei turisti venuti in città per il Campionato Europeo. Lì, ormai stanchi di girare il minuscolo centro storico in lungo e largo, ne abbiamo approfittato per calarci nel giusto contesto sfidandoci a Fifa 09 su una serie di piattaforme offerte da Telia. Proprio durante questa pausa, il tanto minacciato temporale è arrivato accompagnato da una pioggia torrenziale e roboanti tuoni.

I compagni di avventura intenti a sfidarsi a Fifa 09

Calmatosi il temporale e soddisfatti alcuni dei fabbisogni primari (tra cui il cibo), siamo tornati alla Fan Zone dove abbiamo trascorso l’ultima mezz’ora al bar all’aperto e dove abbiamo rischiato di affogare in un mare di supporter locali con maglie gialle blu. Da lì il corteo svedese si è mosso alla volta dello stadio.

Tifosi svedesi bevono la loro ultima birra al Fan Zone Il corteo svedese mentre si reca allo stadio

Dopo una breve passeggiata di 10 minuti, siamo arrivati allo stadio, vuoto ancora per poco: piccolo ma molto accogliente. Neanche 5 minuti ed i nostri amati beniamini sono entrati in campo per il riscaldamento. (notate come risalta il piccolo Giovinco)

Il canto degli Inni Nazionali è stato molto commovente. Per tre anni ho intonato le note del nostro Inno almeno una volta al giorno, ma poche di quelle innumerevoli volte mi hanno lasciato scosso come ieri. Cantare il proprio Inno a squarciagola in uno stadio al 90% svedese è stato molto bello. Peccato che quasi tutti sbaglino il verso “stringamci a coorte” cantandolo come “stringiamoci a corte”.

Lo stadio Olympia di Helsingborg Gli azzurrini si riscaldano

Una volta cantati gli Inni c’è stato il fischio di inizio. Ed è lì che la tifoseria svedese ha fatto pesare la superiorità numerica in maniera creativa. Ma, c’è da ammetterlo, nonostante la rivalità in campo, sugli spalti è stata una gran bella festa con tifosi di ambo i colori che applaudivano anche alle belle azioni avversarie. Quello che il calcio dovrebbe essere ovunque e sempre.

Per la cronaca la partita è finita 2-1 per i ragazzi di Casiraghi. Qui potete vedere il goal di Balotelli e quello di Acquafresca. A fine partita non abbiamo potuto esimerci dallo scattare alcune foto commemorative.

Foto di gruppo a fine partita Foto di gruppo a fine partita arricchita dal Tricolore

Tornati al centro città, abbiamo passato le ultime 4 ore prima della partenza alla ricerca di qualcosa di economicamente soddisfacente da mangiare: alla fine abbiamo dovuto ripiegare su un 7Eleven. Fortuna ha voluto che involontariamente eravamo di fronte all’albergo che ospitava gli Azzurrini. Ed infatti abbiamo visto passare tutto lo staff: dal coach all’ultimo dei magazzinieri passando per i giocatori dai più famosi ai meno famosi.

E da bravo tifoso bianconero non ho potuto resistere alla tentazione di farmi una foto con il gioiello juventino ispiratore dei due goal azzurri: Sebastian Giovinco. (Se lo chiamano Formica Atomica ci sarà un perché)

Io con Sebastian GiovincoIn realtà avrei voluto fare una foto anche con De Ceglie e Marchisio, altri due prodotti del vivaio bianconero, ma il primo era al telefono ed il secondo mi è sfuggito. Peccato.

Il ritorno in pullman è stato molto più tranquillo. Il pullman non era affollato ed ognuno aveva a disposizione due sedili su cui stendersi alla meno peggio. Ovviamente neanche il tempo di tornare a casa che ero sotto le coperte.

giovedì 18 giugno 2009

Periferia

Ieri ho fatto un giro per alcuni comuni della periferia sud di Stoccolma e la prima cosa che ho notato è quanto pochi chilometri possano fare la differenza nello stile di vita delle persone.

Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la bellezza del paesaggio, seppur ancora cittadino. In particolare mi hanno affascinato i larghi viadotti spesso costeggiati da foreste verdissime che si godevano la tarda luce estiva.

E domani si va alla scoperta di Helsingborg in attesa di aiutare gli Azzurrini di Casiraghi a battere la squadra padrone di casa.

domenica 7 giugno 2009

Impressioni post voto

Sono appena tornato dal seggio e ci tenevo a dare un’impressione a caldo. L’operazione in sé è durata veramente poco perché non c’era folla ed in 10 minuti ero già sulla via del ritorno.

Ma a parte questo, non ho avuto una bella impressione. Sarà che forse sono abituato ai seggi italiani ed al modo di votare italiano, ma ho trovato l’organizzazione delle operazioni di voto alquanto approssimativa. Mi spiego.

In Italia quando ci presentiamo al seggio forniamo prima di tutto il nostro documento e la nostra cedola elettorale. A quel punto gli scrutinatori ci danno una o più schede, la speciale matita e ci assegnano una cabina elettorale. Lì apponiamo la nostra croce sul simbolo del partito che vogliamo votare e, qualora ce ne fosse data occasione, scriviamo il nome del nostro candidato preferito a fianco. Una volta usciti dalla cabina infiliamo la tessera nell’urna e possiamo andarcene a casa contenti di aver compiuto il nostro diritto-dovere di cittadini.

Qui è diverso. Nella struttura che ospita i seggi, nella hall, si trova un tavolo con una serie di foglietti bianchi, uno per ogni lista, che reca scritto, oltre al nome della lista, anche la lista dei candidati stessi. Dalla hall si accede alle vere stanze dove si vota. Lì, dopo aver accertato la nostra identità e la nostra appartenenza al quel seggio, veniamo forniti di una busta vuota. Cosa ci andrà in quella busta? Esattamente uno dei fogliettini presi all’ingresso. Una volta infilato il fogliettino prescelto nella busta, lo si potrà dare ad uno degli ufficiali di seggio che si preoccuperà di infilare la busta chiusa nell’urna.

La mia prima impressione è stata che la segretezza del voto non è molto tutelata. In tal senso posso portare la mia esperienza. Di quei fogliettini ne avevo preso solo uno, solo per il partito che avevo scelto di votare. Di fatto io ho votato in quel momento, quando ho preso quel fogliettino. Ma anche se avessi preso due o tre fogliettini, avrei comunque potuto dare un’idea generale di cosa stavo per andare a votare. Ma non finisce qui. Infatti, una volta arrivato al tavolo del mio seggio, un po’ per goffaggine, un po’ perché mi sono incasinato tra cedola elettorale, passaporto, busta del voto e fogliettino, sta di fatto che il tipo al tavolo ha visto chiaramente il fogliettino che avevo in mano rendendo, di fatto, nulla la segretezza del mio voto. Ovviamente lui si è scusato, ma il danno era fatto perché certo non sarei andato a scegliere un’altra lista.

Sarà l’abitudine alla macchina elettorale italiana, sarà la tendenza a pensare male, sarà l’attitudine al cercare l’exploit per qualsiasi sistema, sta di fatto che la sensazione che ho avuto è stata quella di un sistema non “sicuro” che si basa molto sulla presunzione di innocenza e sul rispetto reciproco. Come molte cose qui in Svezia dopotutto.

sabato 6 giugno 2009

Elezioni europee

Domenica si vota per il Parlamento Europeo ed io mi trovo per la prima volta a votare da quando sono in Svezia.

Da un lato sono un po’ dispiaciuto perché è la prima consultazione elettorale che salto da quando ho fatto 18 anni. Dall’altra sono preoccupato perché vivo sempre queste consultazioni in maniera molto attiva e per ovvii motivi linguistici non sono riuscito ad informarmi quanto avrei voluto.

E sì, problemi linguistici perché ho ricevuto la tessera elettorale svedese e, a meno di improbabili accorgimenti particolari, domenica sarò chiamato a dare la mia preferenza sulle liste svedesi.

Ma la cosa veramente strana è che, parlando con i colleghi, solo pochi andranno a votare. Sarà forse l’educazione civica che ho maturato negli anni grazie alla famiglia, alla scuola e, perché no, agli amici, ma trovo semplicemente assurda l’idea di non andare a votare per scelta.

Non dirò a quale partito darò la mia preferenza, ma non vi nascondo che ero fortemente tentato di votare il Partito Pirata. Il suo programma è anche interessante ma alla fine ho deciso di mettere altrove la mia croce perché non voglio mandare a Strasburgo qualcuno che, per quanto competente in copyright e diritto d’autore, non abbia alcuna competenza per trattare altri problemi, spesso più importanti.

Ad ogni modo posso dirvi che la mia scelta è andata ad un partito europeista in quanto sono ancora un aperto sostenitore dell’Europa unita.

giovedì 4 giugno 2009

Ospiti

Finalmente trovo il tempo di scrivere due righe sul blog.

La settimana è stata bella densa a causa della visita da parte dell’amico dublinese. Per onorare la sua presenza a Stoccolma abbiamo deciso di passare ogni sera fuori casa, con i relativi cali di rendimento in ufficio proporzionali all’aumento delle occhiaie via via che ci si avvicinava alla fine della settimana. Ad aiutarci nell’ardua impresa, ci si è messa anche Stoccolma che ha sfoderato una settimana perfetta, meteorologicamente parlando.

Il week-end è stato particolarmente interessante perché si sono incastrati tanti eventi. Ad esempio venerdì pomeriggio abbiamo fatto il solito dopo lavoro. Per l’occasione siamo andati al Josefina, un bellissimo bar sull’isola di Djurgården. Lì ci siamo rosolati al sole fino alle nove di sera per poi organizzarci per proseguire la serata in discoteca. Ecco una foto fatta al Josefina con alcuni miei colleghi ed il dublinese.

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Sabato invece ci siamo mossi con più comodo entrando in discoteca direttamente all’una, dopo una sana pizza ed una puntata ad un pub. La serata é stata molto divertente e rilassata e siamo usciti dal club alle cinque del mattino, ed era pieno giorno.

Altra nota positiva della serata è la simpatica chiacchierata fatta praticamente solo in svedese con una ragazza conosciuta in metro. Direi che è decisamente vero che l’alcol aiuta ad imparare le lingue.

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Infine, domenica ha avuto luogo uno storico incontro. Infatti, dopo quasi 5 anni di “amicizia” on line, ho avuto modo di incontrare “Gamara”, uno dei membri della mia vecchia ed intramontabile gilda. Come me, anche il dublinese ha conosciuto “in real life” Gamara per la prima volta. Ovviamente la foto era d’obbligo.

Kralizek, Gamara and Sieze met in Stockholm after 5 years of online playing

Notate nelle foto le giornate di sole. Non a caso sabato pomeriggio io ed il dublinese siamo andati a prendere il sole nei pressi del laghetto di Abrahamsberg.

domenica 17 maggio 2009

Rock o posh?

Da quando ho iniziato a frequentare il gruppo di studenti universitari che si trovano a Stoccolma per programmi come l’Erasmus, ogni volta che usciamo si ripropone l’annosa questione: discoteca posh o rock?

Da un punto di vista prettamente “ballerino” io propendo per la discoteca posh perché fa musica più facile da ballare, anche per un orso come me.

Invece, da un punto di vista economico, le discoteche rock tendono ad essere più economiche, almeno per quanto riguarda l’ingresso. Le 60 corone necessarie per entrare al Rocks non sono nulla rispetto alle 160 di posti come il Magenta o lo Sturecompagniet (anche se grazie alle liste difficilmente pago l’ingresso per entrare in questi posti).

Ma quello che nessuna discoteca posh potrà mai avere è l’atmosfera che si crea nei club rock, specialmente in certe canzoni. Non credo esistano parole per descrivere le sensazioni che si provano nel cantare a squarciagola tutti insieme "Poison" di Alice Cooper, o finanche “I love Rock ‘n’ Roll” di Britney Spears, che certo non è un’icona rock.

E poi anche le ragazze metallare hanno un loro perché nell’ordine delle cose. ;)

PS: ieri sera avrei dovuto incontrare uno dei compagni di Odissea di quel lontano 5 gennaio all’aeroporto di Parigi. Per vari motivi la cosa alla fine è saltata.

PS2: qui trovate le foto della serata

sabato 16 maggio 2009

Nuovi colleghi

Nelle ultime due settimane c’è stata un’infornata di nuovi colleghi, sia nel reparto vendite che in quello informazioni. Tra le nuove assunzioni, i boss hanno puntato all’espansione dell’organico relativo al sito Educations.com.

In realtà la cosa non ha nulla di particolare perché ogni settimana c’è qualcuno di nuovo, un po’ per ricambio del personale un po’ perché ci stiamo espandendo.

La vera novità è che due di questi colleghi parlano italiano e quindi oramai mi ritrovo spesso a fare chiacchierate in italiano in ufficio.

Ed è vero, solo quando si parla nella propria lingua madre si riesce a far trasparire genuinamente il proprio carattere senza difficoltà. Nel senso, all’interno del gruppo tecnico bene o male, dopo tanti mesi, hanno imparato a conoscermi. Al contrario, un po’ per la lingua, un po’ per carenza di argomenti comuni, sono sempre stato alquanto timido con i colleghi degli altri reparti (un po’ meno con le colleghe, a dire il vero).

Ed invece con queste due colleghe “italiane” mi lascio andare un po’ più facilmente :)

PS: E’ arrivato il pacchetto dell’abbonamento MSDN. Ma quanta roba ghiotta che ci sta là dentro. E come esce Win7, mi arriva il dvd con la versione premium. Slurp.

PS2: ieri ho incontrato in metro la zoccola. Certo che Stoccolma a volte è proprio piccola.

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