sabato 22 agosto 2009

MCP e banane alla brace

... che in “gergo” vuol dire “Microsoft Certified Professional”. In parole povere ho fatto il primo degli esami per la certificazione Microsoft.

Tutto è andato per il meglio ma confesso che quando ho cliccato il pulsante “Termina” ero convinto di non averlo passato visto che di troppe domande non sapevo la risposta esatta ma l’ho dovuta ricavare usando l’esperienza accumulata in questi anni.

Tralasciando la soddisfazione personale di aver superato l’esame alla prima botta, cosa non scontata, ha fatto particolarmente piacere vedere come il capo si senta in qualche molto coinvolto. Al punto di invitarmi ad incorniciare il certificato della certificazione (che ancora non ho, perché ho fatto solo l’esame prerequisito) ed appenderlo nella stanza del gruppo tecnico.

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Nel pomeriggio mi sono rivisto con Anne, una mia compagna del corso di svedese che ho seguito l’agosto scorso. Con lei ed alcuni suoi amici siamo andati a fare un gustoso barbecue su una roccia lungo il lago che sta nei pressi di Bergshamra (Google Maps non segna alcun nome, quindi per quel lago non ha un nome). Le pietanze erano tutte gustose ma le mie papille gustative sono state letteralmente sconvolte dalla banana alla brace ripiena di cioccolato fondente.

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mercoledì 19 agosto 2009

Stuck

In questi giorni ho rivisto una mia ex-compagna del corso di svedese che viene dalla Francia. Da due mesi vive anche lei qui a Stoccolma perché fidanzata con un ragazzo di Stoccolma.

Quindi, dopo tanto tempo passati a vivere a distanza, questa mia amica ha colto la palla al balzo, lasciato il suo lavoro nella città natia ed accettato un lavoro presso il liceo francese di Stoccolma.

E tutti vissero felici e contenti, direte voi. E invece no.

Alla fine la storia con il ragazzo svedese non ha funzionato; probabilmente la lontananza nascondeva a ciascuno di loro aspetti del carattere dell’altro cui, vivendoci a contatto, non si riesce a soprassedere.

Fatto sta che questa mia amica ora si trova qui a Stoccolma almeno per un anno visto che è praticamente impossibile trovare lavoro in una scuola ad anno scolastico in corso.

Perché ho scritto questa storia sul mio blog? Diciamo che mi ricorda molto alcune discussioni che ho fatto tempo fa prima di partire.

martedì 18 agosto 2009

Lånelöfte

Alla fine ce l’ho fatta. Dopo aver mostrato il nuovo contratto (non più “di prova” e con lo stipendio nettamente più alto) e dato garanzie sulla quantità di denaro che potevo mettere con l’aiuto dei miei genitori, la mia banca mi ha concesso questo tanto agognato pezzo di carta.

Ora posso finalmente iniziare a girare i siti dei vari mäklare alla ricerca della tana.

La prima candidata è questa e andrò a vederla questa domenica. La casa è nella zona dove mi piacerebbe comprare la casa. Peccato solo per la cucina “antiquata” e per la tenda che separa la seconda stanza da letto dalla cucina. Ad ogni modo domenica chiederò informazioni perché è anche abbastanza economica.

Murarvägen 3

La seconda candidata, invece, è questa. Gli spazi sono ben distribuiti e gli arrendi di bagni e cucina mi sembrano ok. Se fosse nei dintorni di Brommaplan la prenderei al volo. L’orario di visita è fissato per domenica 30, sarà dura aspettare.

Finn Malmgrens väg 40, 3 tr

Cosa ve ne pare?

Come potete vedere mi sto orientando verso una casa con tre stanze più servizi. Prima di tutto perché così posso offrire un letto ad eventuali visitatori dall’Italia e poi perché, se qualcosa dovesse andare storto, posso sempre fittare la seconda stanza da letto per raggranellare qualcosa di soldi.

giovedì 13 agosto 2009

Paradosso temporale

Mai capitato di svegliarvi la mattina con la netta sensazione di essere in netto ritardo? Sensazione talmente netta che non avete neanche bisogno di guardare l’orologio?

Se sì, potete capire il mio stato d’animo questa mattina al mio risveglio. Sarà l’ora piccola fatta la notte prima, sarà che ho settato il cellulare ogni mezz’ora, ma, quando ho aperto gli occhi, ho letto solo i minuti dell’orologio e, realizzato di essere in ritardo, sono schizzato giù dal letto.

Nuvole su Stoccolma

Il tempo di una rapida doccia dei migliori tempi Nunziatelleschi, che sono pronto per uscire e recarmi alla stazione della metro.

Finalmente, dopo una camminata a passo svelto nell’ultimo tratto interrotta solo da una rapida colazione, riesco a mettere piede in ufficio con l’orologio che segna le x:40. “Cacchio, altri 10 minuti di ritardo, pure riesco a far incazzare il boss una volta di queste” penso.

Ma, una volta messo piede in ufficio, mi accoglie uno strano silenzio e, girando per le varie stanze mi accorgo che in ufficio non c’è nessuno. Con il senno di poi mi sarei dovuto insospettire già in quel momento ma, dato che avevamo in programma la presentazione degli obiettivi dell’anno, ho pensato che tutti erano a questa riunione.

Finalmente mi decido a chiamare un collega che, alla fine, capisce il problema e mi dice di guardare l’orologio. Erano le 7.46, 15 minuti prima dell’apertura dell’ufficio, ed almeno 45 prima del mio orario di ingresso.

Messa l’anima in pace, mi faccio una risata e mi metto al mio posto a lavorare.

Tassista

E’ sempre difficile analizzare con obiettività la propria situazione. Non è colpa di nessuno, semplicemente si è troppo impegnati a vivere la propria vita ed a farsi trascinare i mille eventi da cui è composta per poter dare un giudizio obiettivo su quello che ci accade.

Ed è proprio in questi casi che ci vengono in aiuto piccoli ed insignificanti eventi come una chiacchierata con un tassista al rientro a casa dopo una notte al pub con amici.

Questo signor tassista vive in Svezia da un anno e si è trasferito qui direttamente dalla sua terra d’origine, l’Iran. Dopo un anno di sacrifici è riuscito a comprarsi il suo taxi ma la cosa che più mi ha impressionato è stato il fatto che lui in Iran era un architetto.

Ecco, questo dettaglio mi ha colpito. Lui era un architetto che, quando è venuto in Svezia, si è dovuto adattare a fare il tassista, nonostante il titolo di studio ottenuto.

Perché mi ha colpito? Perché in questa situazione mi ci sarei potuto trovare pure io ho scampato questo pericolo grazie ad un misto di capacità e fortuna.

Non so perché, ma quella chiacchierata mi ha fatto vedere cose che prima sfuggivano al mio occhio. O, meglio, non riuscivo a cogliere in pieno.

Non posso esimermi dal ringraziare quel tassista senza nome per la piccola lezione di vita che mi ha trasmesso in appena 15 minuti.

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